Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1674

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[p. 302 modifica] di odiarlo, di schernirlo. Anzi, se egli concepisce verun pensiero intorno agli altri, relativamente alla sua disgrazia, non se ne promette altro che compassione ed anche premura o almen desiderio di giovarlo; insomma non li considera se non come oggetti di consolazione e di speranza per lui; tanto che talvolta arriva per questa parte a godere in certo modo della sua sventura. Tale è il dettame della natura. Quanto è diverso il fatto! Anche le persone le piú sperimentate ne’ primi momenti di una disgrazia sono soggette a cadere in questo errore e in questa speranza, almeno confusa e lontana. Non par possibile all’uomo che una sventura non meritata gli debba nuocere presso i suoi simili, nell’opinione, nell’affetto ec., ma [p. 303 modifica]egli tien per fermissimo tutto l’opposto; e s’egli è inesperto non si guarda di nascondere agli altri, potendo, la sua disgrazia; anzi talvolta cerca di manifestarla; laddove la principale arte di vivere consiste ordinariamente nel non confessar mai di esser