Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1833

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[p. 393 modifica] inavvedutamente, modifica il giudizio e il senso, in mille guise indipendenti dalla propria natura, di ciò che si legge o vede o sente ec. (3 ottobre 1821).


*   Vedi il 17o avvertimento di F. Guicciardini, intorno a quel mio pensiero che nessuno si vuol guadagnare la benevolenza di uno a costo di tirarsi addosso l’odio di un altro (3 ottobre 1821).


*   Chi non ha o non ha mai avuto immaginazione, sentimento, capacità di entusiasmo, di eroismo d’illusioni vive e grandi, di forti e varie passioni, chi non conosce l’immenso sistema del bello, chi non legge o non sente o non ha mai letto o sentito i poeti, non può assolutamente essere un grande, vero e perfetto filosofo, anzi non sarà mai se non un filosofo dimezzato, di corta vista, di colpo d’occhio assai debole, di penetrazione scarsa, per diligente, paziente, e sottile e dialettico e matematico ch’ei possa essere; non conoscerà mai il vero, si persuaderà e proverà colla possibile evidenza cose falsissime ec. ec. Non già perché