<dc:title> Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giacomo Leopardi</dc:creator><dc:date>XIX secolo</dc:date><dc:subject>Saggi</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/1898&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260425191126</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/1898&oldid=-20260425191126
Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura - Pagina 1898 Giacomo LeopardiXIX secoloZibaldone di pensieri I.djvu
[p. 430modifica] Ond’ella è e potrà sempre essere adattata cosí all’antico come al moderno, cioè al bello come al vero e alla natura come alla ragione, perocché questa è compresa nella natura, ma non già viceversa. E potrà anche unire insieme le due qualità del bello e del vero in un medesimo stile. Come appunto la lingua greca, vera figlia della natura e del bello, fu tanto atta alla filosofia, quanto forse nessuna delle moderne, le quali a lei tuttora ricorrono ne’ loro bisogni filosofici ec.; la lingua greca si conservò per tanti secoli e tante vicissitudini di cose incorrotta; la lingua greca si può con certezza presumere che se oggi vivesse, oggi, conservando il suo stesso primitivo carattere, sarebbe capacissima e forse piú d’ogni altra anche moderna, di tutte le cose moderne, siccome ne può far fede il vedere quante di queste non si sappiano denominare se non ricorrendo a essa lingua; la lingua greca si adatterebbe