Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1972

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[p. 470 modifica] Ed infatti osservo che, sebbene regolarmente la r sia del tutto esclusa dalla desinenza del futuro indicativo nel latino scritto, nondimeno ella è caratteristica come presso noi in parecchi verbi latini anomali o difettivi ec., il cui futuro indicativo ha appunto la desinenza, che ha il futuro soggiuntivo negli altri verbi. Per esempio, ero, potero ec. ec. odero, meminero ec. odierò, potrò ec. Ora i verbi, o nomi, anomali o difettivi ec. sogliono essere i piú antichi in ciascuna lingua e certo indizio dell’antico costume e delle proprietà di essa, siccome d’altronde il volgare di ciascuna lingua è il maggior conservatore delle sue antiche proprietà.

Intendo sempre parlare delle congiugazioni attive, non delle passive che le nostre lingue non hanno. Sicché se la r è caratteristica del passivo futuro indicativo latino, ciò non fa punto al caso nostro, oltre ch’ella occupa quivi un altro luogo, cioè chiude la desinenza della prima persona, laddove ne’ nostri futuri precede