Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1997

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[p. 482 modifica] l’italiana. La lingua francese non ebbe uno scrittore assolutamente grande e da riconoscersi per tale in tutti i secoli, prima del secolo di Luigi XIV o in [p. 483 modifica]quel torno (Montaigne nel cinquecento o non fu tale o non bastò, o non era tale da formare e fissare bastantemente una lingua). Quindi la sua epoca non va piú in là, ella conta un secolo e mezzo al piú, l’autorità degli antichi è e dev’esser nulla per lei. Dove comincia la vera e propria letteratura di una nazione, quivi comincia l’autorità de’suoi scrittori in punto di lingua.

E per questa parte non è pedantesco il rigettare in lingua italiana l’autorità degli scrittori moderni o farne poco caso, perché l’Italia non ha letteratura propria moderna, né filosofia moderna (laddove nelle scienze dov’ella è moderna come le altre nazioni è veramente pedantesco il rigettare l’autorità moderna anche in punto di lingua). Se l’avesse, come le altre nazioni, tanto varrebbe l’autorità moderna quanto l’antica. Ma gli scrittori italiani moderni, o non