Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2170

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[p. 88 modifica] come apertamente lo riprende Frontone, de Orationibus. Trovossi adunque obbligato, per esprimere i suoi piú intimi sentimenti, a sceglier la lingua greca, a creder piú facile di esprimere le cose sue piú proprie in una lingua forestiera ed altrui che nella propria e nativa (il qual bisogno pur troppo si farebbe molte volte sentire agl’italiani rispetto al francese, se gl’italiani pensassero ed avessero cose proprie da dire).
Il quale splendido esempio e fatto notabilissimo per le sue circostanze conferma quello ch’io dico della maggior filosoficità della lingua greca, maggior libertà e indipendenza, maggior capacità delle idee sottili, maggiore adattabilità alle cose moderne; e com’ella avrebbe potuto assai piú della latina servire alla rinata letteratura e giovare anche oggi la sua intima cognizione, se non all’uso, ch’è impossibile, almeno al perfezionamento dell’intelletto