Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229

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[p. 327 modifica] fra noi del peso di ventotto libbre), il mellone ec.; un arboscello un poco piú grande produce il pesco, piú grande la ciriegia, la mandorla, la noce, l’avellana ec., e finalmente la quercia produce la ghianda (30 agosto 1820).


*   L’abuso e la disubbidienza alla legge non può essere impedita da nessuna legge.


*   Il sistema di Napoleone metteva insomma le sostanze dei privati inabili e inerti fra le mani degli abili e attivi, e il suo governo, con tuttoché dispotico, perciò appunto conservava una vita interna che non si trova mai ne’ governi dispotici, e non sempre nelle repubbliche, perché l’uomo di talento e volontà di operare era quasi sicuro di trovare il suo posto di onore e di guadagno. Al che contribuiva la moltiplicità infinita degl’impieghi, la quale faceva che ogni uomo abile ed operoso potesse essere mantenuto e arricchito a spese dei privati inabili e pigri (oltre una certa sagacità ed equità nella scelta dei talenti e delle persone). E per una parte non aveva il torto, perché il privato, incapace e indolente, né beneficato giova, né maltrattato nuoce alle cose pubbliche. E ne seguiva che tutto il corpo, che sotto qualunque governo sarebbe [p. 328 modifica]stato morto, si lagnasse di lui, e tutto quello che parte sarebbe stato vivo in qualunque circostanza, parte lo era per la natura e l’efficacia del suo governo, se ne lodasse (31 agosto 1820).