Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2298

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[p. 154 modifica] I latini scrittori a’ buoni tempi solevano in tali composti servirsi della preposizione e (tralasciando l’x) avanti il b, il d, la f, il g, la l, la m, la n, la r, il v. Io credo che il volgo latino avanti a queste medesime lettere dicesse ex, per esempio exbibo,exfodio, exgregius, exmoveo, exnervo (come ho detto), exrogare, exveho, invece di ebibo, [p. 155 modifica]effodio, egregius, emoveo, enervo, erogo, eveho. Infatti, di queste e di altre simili voci cosí scritte si trovano esempi in Plauto o in altri de’ piú antichi, o viceversa ne’ piú moderni, come Apuleio ec. Vedi poi il glossario circa i latinobarbari. E me ne persuade il vedere in tali o simili voci conservate in italiano la s impura (o, se in ispagnuolo, la es, se in francese la es antica e la é moderna), come svellere da evellere, svolgere da evolvere, smuovere da emovere, che appunto scritto exmovere si trova in Plauto, Trucul. I, 1, 59, sfuggire da effugere. Sempre fedelmente