Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/244

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[p. 338 modifica] dalla copia de’ composti, ma delle radici, come nel latino e italiano. E di queste pure la lingua greca abbonda sommamente, ma può anche fare a meno della massima parte, e con poche radici, e infiniti composti formare tutto il discorso. Tale infatti era il costume degli antichi scrittori greci (Luciano e gli altri piú bassi sono molto piú vari e ricchi di radici). Perché il vocabolario di ciascheduno, osservandolo bene, si compone di molto poche parole, che ritornano a ogni tratto, essendo raro che quegli antichi varino la parola o la frase per esprimere una stessa cosa. Onde segue che, siccome la lingua greca per se stessa è immensa, cosí passando da uno scrittore all’altro ritrovate un altro piccolo vocabolario suo proprio, del quale parimente si contenta; e le espressioni familiari di ciascuno autor greco sono moltissime e continue, ma diverse quelle dell’uno da quelle dell’altro, quasi fossero piú lingue. Dal che si può dedurre che la lingua greca, benché ricchissima nondimeno con un piccolo vocabolario può comporre tutto il discorso, e questi vocabolari possono esser molti e diversi: cosa dimostrata dal fatto e dal vedersi negli scrittori greci piú che in quelli d’altra lingua, che la facilità acquistata nel leggere e intendere uno scrittore non vi giova interamente nel passare [p. 339 modifica]a un altro, dovendovi quasi familiarizzare con un altro linguaggio. Questo appartiene esclusivamente alla lingua, ma anche bisogna