Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2536

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[p. 295 modifica] non furono già ammirate nel cinquecento (quanto alla lingua). Ed è certo che la lingua del Caro, come l’immaginazione e l’ingegno di Dante, son venute principalmente in onore e riposte nel sommo luogo che meritano in questo e sulla fine del passato secolo. Il che, di Dante, si vede anche fra gli stranieri. E quanto a lui, ciò si deve al perfezionamento de’ lumi e del gusto e della filosofia e della teoria dell’arti e del sentimento del vero bello. Quanto al Caro, ciò viene in gran parte da circostanze materiali.

    2,° Le prose italiane ch’ebbero fama nel cinquecento l’ebbero per l’una di queste ragioni: 1,° Per essere scritte alla boccaccevole (e quindi fuor dell’uso di quel secolo), come sono l’Arcadia del Sannazzaro nelle prose, le prose del Bembo e tutte quelle del Caro, tolte le lettere. E notate che questi prosatori e i loro simili furono appunto i