Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2581

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[p. 317 modifica] in origine e in sostanza se non errori de’ loro primi scrittori e letterati, perpetuati nell’uso della scrittura nazionale. Meno d’ogni altra fra le antiche n’ebbe o ne conservò la lingua latina, per la detta ragione, fra l’altre. Meno di tutte fra l’antiche e le moderne ne conserva la lingua francese, non per altro se non perch’ella ha rinunziato e derogato e fatta assolutamente irrita l’autorità de’ suoi scrittori antichi, i quali abbondarono di tali aberrazioni o quanto gli altri o piú ancora. Parlo dei veramente antichi, cioè del secolo decimosesto e non del decimosettimo, quando lo spirito la società e la conversazione francese era già in un alto grado di perfezione.

La ricchezza, il numero e l’estensione, ampiezza ec., delle facoltà di una lingua, è per lo piú in proporzione del numero degli scrittori che la coltivarono prima delle regole esatte della grammatica e della formazione del vocabolario. La lingua francese, che ha rinunziato all’autorità di tutti gli scrittori propri anteriori alla sua grammatica e al suo vocabolario (ch’erano anche pochi e di poco conto, e perciò hanno potuto essere scartati), è la meno ricca, e le sue facoltà son piú ristrette che non son quelle di qualunqu’altra lingua del mondo. Vedi p. 2592 (25 luglio, dí di San Giacomo, 1822).