Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2733

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[p. 402 modifica] suddita di un popolo che quando ella scriveva le sue proprie storie, ancora non conosceva, seguiva pure ad essere l’istrumento della memoria dei secoli, e i casi del genere [p. 403 modifica]umano e di quello stesso popolo dominante che l’aveva ingoiata ed annullato da gran tempo la sua esistenza politica, erano confidati unicamente alle sue penne. Tanto può la civilizzazione, e tanto è vero che la civilizzazione della Grecia ebbe una prodigiosa durata, e vide nascere e morire quella degli altri popoli (anche grandissimi), i quali erano infanti, anzi ignoti, quand’ella era matura e parlava e scriveva; e giunsero alla vecchiezza e alla morte durando ancora la sua maturità e parlando essa tuttavia e scrivendo. Veramente la Grecia si trovò sola civile nel mondo ai piú antichi tempi, e senza mai perdere la sua civiltà, dopo immense vicissitudini di casi, cosí universali