Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2780

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[p. 428 modifica] ne mancano, sì dal verbo ἵπταμαι il quale colla medesima paragoge (ch'esso perde in molte voci) è fatto dall'inusitato πτάω (vedi la Grammatica di Padova, p. 210), o πετάω, onde πετάομαι, πέταμαι, πέτομαι che vagliono altresì volare, e che in origine non debbon esser altro che il verbo πετάω pando explico che ancora esiste, trasportato alla significazione del volare per lo spiegar delle ali ec.; e vedi la pag. 2826.

Del resto niente impedirebbe che sto e στάν non avessero niente di comune nella loro origine, o ch’essi fossero nati da una stessa lingua madre, ma indipendentemente l’uno dall’altro, giacché l’uno significa stare ed anche essere (vedi Forcellini), e l’altro stabilire, il cui passivo o medio ἵσταμαι, passivando il significato di stabilire, viene a prendere la significazione neutra di stare (quasi essere stabilito).

Ma supponendo che sto e στάν sieno in origine uno stesso verbo, niente pure impedisce che il greco sia derivato dal verbo latino, e che tuttavia il latino sisto, ben diverso da sto e per coniugazione e per significato e per tutto, sia nato dal greco ιστάω, ιστῶ.