Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2846

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[p. 31 modifica] delle parole, al numero delle medesime, al metro, al numero e al ritmo di ciascun verso o membro di periodo, all’armonia imitativa, alla cadenza, a tutte le possibili qualità estrinseche come intrinseche che si ritrovano nell’originale; di cui per conseguenza elle non sono imitazioni, ma copie cosí compagne com’é la copia d’un quadro di tela fatta in tavola, o d’una pittura a fresco fatta a olio, o la copia d’una pittura fatta in mosaico, o tutt’al piú in rame inciso colle medesimissime dimensioni del quadro.

Se questo è, che certo non si può negare, resta solamente che si spieghi con dire che la lingua tedesca non ha carattere proprio, o che il suo proprio carattere si è di non averne alcuno oltre i cui limiti [p. 32 modifica]non possa passare, il che viene a dir lo stesso. Che una lingua per ricca, varia, libera, vasta, potente, pieghevole, docile, duttilissima ch’ella sia, possa ricevere, non solo l’impronta di altre lingue; ma, per cosí dir, tutte intiere in se stessa tutte le altre lingue; ch’ella si rida della libertà, della infinita moltiplicità, della immensità della lingua greca, e dopo averla tutta abbracciata ed ingoiatone tutte le innumerabili forme, ella si trovi ancora tanta capacità come per lo innanzi, e possa ricevere e riceva, sempre che vuole, tutte le forme