Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2928

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[p. 82 modifica] di desiderare o desidera meno vivamente quelle cose ch’egli è al tutto e abitualmente e per sempre disperato di conseguire. Tutto ciò perché gli [p. 83 modifica]spiriti vitali sono manco mobili ed agitati e svegli nell’inverno che nella state.

Queste considerazioni vanno applicate al carattere delle nazioni che vivono in diversi climi, di quelle che sogliono passare la piú parte dell’anno al coperto e nell’uso della vita domestica e casalinga a causa del rigore del clima, e viceversa ec. Veggasi la p. 3347-9 e 3296, margine. ec. (9 luglio 1823).


*    A proposito del verbo vexare che io dico esser continuativo di vehere1 e fatto da un antico participio vexus in vece di vectus, del che vedi la p. 2020, è da notare che sí altrove sí particolarmente ne’ participii in us non è raro nella lingua latina lo scambio delle lettere s e t. Eccovi da intendo, intensus e intentus, onde intentare, come da vectus vectare; da ango, anxus ed anctus. Vedi Forcellini ango, in fine. Vedi p. 3488; e cosí tensus e tentus da tendo e dagli altri suoi composti, del che ho detto altrove in proposito d’intentare. Vedi p. 3815. Dico lo scambio, giacchè, secondo

Note

  1. Lo comprova anche il significato rispettivo, sí per l’affinità, sí per la continuità ec. Similmente da cello muovere, senso analogo a quel di veho, si fa procello, onde procella, che è quasi vexo, e percello; ec. ec. ec.