Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2962

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[p. 102 modifica] [p. 103 modifica]quale esso medesimo cieco fa parte, non dovrebbero le idee ed i giudizi del cieco, in quanto egli può comprenderle, convenire col giudizio e colle idee di quelli che veggono, circa il bello e il brutto che ne deriva o che n’é composto? non dovrebbero, dico, convenire, almeno per ciò che spetta al sostanziale e al principale? Laddove ciascuno di noi è persuaso ch’esse idee e giudizi non convengono coi nostri, se non forse accidentalmente, anzi per lo piú ne sono remotissimi e contrarissimi (14 luglio 1823).


*    Il fanciullo, il cieco nato che abbia improvvisamente acquistato la vista, e tutti gli uomini di qualunque nazione, tempo, costume, gusto, opinione, considera la gioventú come bella in se piú della vecchiezza. La gioventú quanto a se par bella a tutti assolutamente. Essa è per tutti una qualità bella (sí considerata negli uomini che negli animali per la piú parte, e cosí nelle piante e nel piú delle specie che ne sono partecipi) ec. Questo consenso universale non prova punto che v’abbia una qualità essenzialmente e assolutamente bella per se medesima, o necessaria alla composizione del bello in nessun