<dc:title> Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giacomo Leopardi</dc:creator><dc:date>XIX secolo</dc:date><dc:subject>Saggi</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/3022&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260425192720</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/3022&oldid=-20260425192720
Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura - Pagina 3022 Giacomo LeopardiXIX secoloZibaldone di pensieri I.djvu
[p. 139modifica] voci passive de’ suoi verbi. Perocché di moltissimi verbi greci si può dire che ciascuno di essi non è uno, ma tre, e serve per tre; avendo l’attivo, il medio e il passivo de’ medesimi ciascuno un significato diverso proprio, oltre ai metaforici che ha per ciascuno di loro, e questi anche diversi, cioè l’attivo diverso dal medio ec. O vogliamo dire che ciascuno di tali verbi ha tre ben distinti significati propri, oltre ai metaforici. Né questi significati si possono confondere insieme, perocché ciascuno di loro corrisponde a una diversa e distinta inflessione. Onde non si accumulano i significati in una stessa parola, e non ne segue l’oscurità e ambiguità, né la povertà e uniformità che da tale accumulamento deriva nella lingua ebraica. E pur quei tre non sono in sostanza che un verbo, e non hanno che un tema. L’uso che i latini fanno del passivo non è paragonabile a quello che ne fanno i greci (oltre che il passivo latino è difettivo e scarso, avendo bisogno in gran parte dell’ausiliare sum). Appresso i quali il passivo