Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3055

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[p. 158 modifica] e positivo nome, del quale ambedue sieno diminutivi.1 Questo positivo è ignoto nel latino. Non vi si usano che i detti diminutivi, col verbo diminutivo fabulo ec. Ma noi abbiamo la voce fiaba che significa appunto favola; e che poi fu applicato particolarmente a certe stravaganti composizioni teatrali, come anche fabula in latino fu applicato a significare i drammi in senso non diminutivo, ma positivo. Dubito forte che questo fiaba sia voce antichissima nel latino, perduta nello scritto, conservata nel volgare fino a noi (27 luglio 1823).


*    Come pedantescamente l’ortografia francese sia modellata, anzi servilmente copiata dalla latina, si può osservar nell’uso dell’h che in parole o sillabe affatto compagne di pronunzia e di suono, non hanno l’h se in latino (o in greco ec.) non l’avevano, se l’avevano l’hanno anche in francese. Come in Christ-cristal, technique, théologie, homme-omettre ec. Cosí dite del ph., dell’y ec. Cosa veramente pedantesca e infilosofica

Note

  1. Notate però che similmente si dice populus (onde populo o populor) e popellus. In Fedro IV, 7, v. 23 fabella è vero diminutivo di fabula, come popellus lo è di populus. In tal caso favella e favellare, che i latini dicevano fabula e fabulare, appartengono alla classe de’ nostri diminutivi presi invece de’ positivi. Abbiamo anche favola positivo, ma in altro senso, pur latino però. Vedi p. 3062.