Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3398

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[p. 363 modifica] o di un genere, o di una letteratura in universale; sono cose da me altrove accennate piú volte. Basti ora il dire che non si è mai per ancora veduto in alcun secolo, appo nazione alcuna, stile corrotto o barbaro e rozzo, e lingua pura o delicata, né viceversa, ma sempre e in ogni luogo la rozzezza, la purità, la perfezione, la decadenza, la corruttela della lingua e dello stile si sono trovate in compagnia.1 Ché se ne’ nostri trecentisti la lingua è pura e lo stile sciocco, 1o, lo stile non pecca, se non per difetto di virtú, per inartifizio e mancanza d’arte e di coltura, ma niun vizio ha e niuna qualità malvagia; sicché non può chiamarsi corrotto; 2o, lo stile de’ trecentisti è semplice [p. 364 modifica]semplicee nella semplicità energico, come porta la natura, e tale né piú né meno è la lingua loro, la quale generalmente non ha pregio nessuno se non questi, che sono pur pregi dello stile, ma non sempre, e che non bastano: 3o, che che ne dicano i pedanti, ogni volta che lo stile de’ trecentisti pecca di rozzo, anche la lor lingua è rozza; ogni volta che di barbaro, anche la lingua è barbara; ogni volta che di eccessiva semplicità ed inartifizio, anche la semplicità della

Note

  1. Massime ne’ prosatori; quanto a’ poeti vedi la p. 3419.