Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3605

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[p. 57 modifica] L’uomo amabile e sventurato meritamente è sempre molto piú caro e compatito e interessante, che il non amabile e immeritamente sventurato, il quale può non esser nulla compatito e nulla interessare (e cosí spessisimo accade), quando eziandio le sue sventure sieno estreme, [p. 58 modifica]e quelle dell’altro menome, nel qual caso ancora, colui non può mancare di essere compatito e riuscir piú amabile dell’ordinario. Ma non entriamo in tante sottigliezze e distinzioni. La infelicità nel principal Eroe dell’impresa ch’è il proprio soggetto del poema, non può aver luogo, se non come accidentale e risolvendosi all’ultimo in felicità, secondo che a suo luogo ho spiegato e mostrato. Per tanto queste osservazioni confermano grandemente il mio discorso sulla necessità di raddoppiare l’interesse nel poema epico, a voler ch’esso poema riesca sommamente interessante e produca grandissimo effetto; e giustificano ed esaltano il fatto di Omero nell’Iliade. Perocché non dandosi sommo interesse senza somma amabilità, e la sventura essendo principalissima