<dc:title> Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giacomo Leopardi</dc:creator><dc:date>XIX secolo</dc:date><dc:subject>Saggi</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/3718&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260425193712</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Pensieri_di_varia_filosofia_e_di_bella_letteratura/3718&oldid=-20260425193712
Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura - Pagina 3718 Giacomo LeopardiXIX secoloZibaldone di pensieri I.djvu
[p. 129modifica] inventarli ec., cose che bisogna continuamente fare volendo parlar metafisico e figurato, e che queste metafore e figure e questo parlare abbiano del nuovo e originale e del proprio dell’autore. Lascio le similitudini: una metafora nuova che si contenga pure in una parola sola, ha bisogno dell’immaginazione e invenzione che ho detto. Or di queste metafore e figure ec. ne dev’esser composto tutto lo stile e tutta l’espressione de’ concetti del poeta. Continua immaginazione, sempre viva, sempre rappresentante le cose agli occhi del poeta, e mostrantegliele come presenti, si richiede a poter significare le cose o le azioni o le idee ec. per mezzo di una o due circostanze o qualità o parti di esse le piú minute, le piú sfuggevoli, le meno notate, le meno solite ad essere espresse dagli altri poeti, o ad esser prese per rappresentare tutta l’immagine, le piú efficaci ed atte o per se, o per questa stessa novità o insolitezza di esser notate o espresse, o della loro