Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/134

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(3717-3718-3719) pensieri 129

supino in ĕtum il vero in ētum. Dico forse, perché ora non me ne soccorre esempio (17 ottobre 1823).


*    Alla p. 2980. Immaginazione continuamente fresca ed operante si richiede a poter saisir i rapporti, le affinità, le somiglianze ec. ec. o vere, o apparenti, poetiche ec. degli oggetti e delle cose tra loro, o a scoprire questi rapporti, o ad  (3718) inventarli ec., cose che bisogna continuamente fare volendo parlar metafisico e figurato, e che queste metafore e figure e questo parlare abbiano del nuovo e originale e del proprio dell’autore. Lascio le similitudini: una metafora nuova che si contenga pure in una parola sola, ha bisogno dell’immaginazione e invenzione che ho detto. Or di queste metafore e figure ec. ne dev’esser composto tutto lo stile e tutta l’espressione de’ concetti del poeta. Continua immaginazione, sempre viva, sempre rappresentante le cose agli occhi del poeta, e mostrantegliele come presenti, si richiede a poter significare le cose o le azioni o le idee ec. per mezzo di una o due circostanze o qualità o parti di esse le piú minute, le piú sfuggevoli, le meno notate, le meno solite ad essere espresse dagli altri poeti, o ad esser prese per rappresentare tutta l’immagine, le piú efficaci ed atte o per se, o per questa stessa novità o insolitezza di esser notate o espresse, o della loro  (3719) applicazione ed uso ec., le piú atte, dico, a significar l’idea da esprimersi, a rappresentarla al vivo, a destarla con efficacia ec. Tali sono assai spesso le espressioni, o vogliamo dire i mezzi d’espressione, e il modo di rappresentar le cose e destar le immagini ec. nuove o novamente, e per virtú della novità del modo ec. ec. usati da Virgilio, e massime, anzi peculiarmente, e come caratteristici del suo stile e poesia, da Dante ec. ec. Tutte queste cose si richiedono in uno stile come quel di Virgilio (e piú o meno negli altri: ma quel di Virgilio, in quanto