Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3770

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[p. 162 modifica] e loro carattere nazionale ec., non considerino piú quegli antichi, né possano considerarli, come lor nazionali, e [p. 163 modifica]che a lungo andare, immancabilmente, non vi sia piú nazione a cui quel poema sia nazionale), se non di costringere l’immaginazion de’ lettori qualunque a persuaderli di esser compatrioti e contemporanei de’ personaggi del poeta, a trasportarli in quella nazione e in quei tempi ec. Illusione conforme a quella che deono procurare i drammatici ec. Or tra tutti gli epici quel che meglio l’ha procurata si è Omero nell’Iliade, siccome fra tutti gli storici Livio. Vero è che questo viene in grandissima parte da quelle tante cagioni altrove da me esposte, le quali fanno che tutte le nazioni civili in tutti i tempi sieno state e sieno per essere connazionali e contemporanee de’ troiani, greci antichi, romani antichi ed ebrei antichi. Infatti, dopo l’Iliade, il poema epico che meglio procura la detta illusione universale si è l’Eneide, perché di soggetto troiano e romano. Ma vero è ancora che, massime quanto ai troiani, le dette cagioni si riducono alla sola Iliade (ed all’Eneide),