Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3790

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[p. 178 modifica] assai maggiore nell’uomo che negli altri animali, e quindi l’uomo è il piú insociale di tutti gli animali, perché una società stretta di uomini, al comune degl’individui che la compongono, nuoce assai piú che non farebbe in niun’altra specie; considereremo la guerra, male affatto inevitabile in una società stretta di uomini, e niente accidentale, al che dimostrare se non bastasse l’esperienza di tutte le nazioni e di tutti i secoli, sí dee bastare il riflettere che siccome una stretta società pone necessariamente in atto l’odio naturale degl’individui verso gl’individui simili nel modo e per le cagioni mostrate di sopra, altrettanto ella fa necessariamente fra classe e classe, ceto e ceto, ordine ed ordine, compagnia e compagnia, popolo e popolo. E come la guerra nasca inevitabilmente da una società stretta qual ch’ella sia, nòtisi che non v’ha popolo sí selvaggio e sí poco corrotto, il quale, avendo una società, non abbia guerra, e continua e crudelissima. Videsi questo, per portare un esempio, nelle selvatiche nazioni d’America, tra le [p. 179 modifica]quali non v’aveva cosí piccola e incólta e povera borgatella di quattro capannucce, che non fosse in continua e ferocissima guerra con questa o quell’altra simile borgatella vicina, di modo che di tratto in tratto le borgate intere scomparivano, e le intere provincie erano spopolate di uomini per man dell’uomo, e immensi deserti si vedevano e veggonsi ancora da’ viaggiatori, dove pochi vestigi di coltivazione e di luogo anticamente o recentemente abitato