Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3791

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[p. 179 modifica] attestano i danni, la calamità e la distruzione che reca alla specie umana l’odio naturale verso i suoi simili posto in atto e renduto efficace dalla società.1) E certo non v’ha né v’ebbe al mondo cosí piccola e remota isoletta, cosí scarsa d’abitatori, e cosí poco di costumi corrotta, dove tra quelle decine d’abitanti umani stretti in società, non sia stata e non sia divisione, discordia e guerra mortalissima, e diversità di parti e moltiplicità di nazioni. Come sia nata e dovesse necessariamente nascere la guerra tra gli uomini l’ho detto p. 2677 e segg., dove si può vedere che la colpa di questo nascimento è tutta della società stretta, posta la quale, ei non poteva mancare. E tanto è l’odio dell’uomo verso l’uomo e tanto il danno che inevitabilmente ne nasce in una società stretta, che la divisione in popoli diversi, e la nimistà tra popolo e popolo, posta una società stretta, è piuttosto utile che dannosa al genere umano, tenendo lontana la molto piú terribile e fiera guerra intestina, sia aperta, come ho detto nel citato luogo, sia la coperta guerra dell’egoismo, che infelicita tutti gl’individui d’una stessa nazione, gli uni per opera degli altri, come lungamente ho disputato parlando dell’utilità dell’amor patrio e nazionale e quindi dell’odio verso gli estrani, e del danno che nasce dalla [p. 180 modifica]mancanza di nazionalità e dal preteso amore universale ec. Il tutto, supposta una società stretta, e che questa non si possa piú (come già non puossi) evitare.

Or che la specie umana costantemente e regolarmente perisca per le sue proprie mani, e ne perisca in questo modo cosí gran parte e cosí ordinatamente come avviene per la guerra, è cosa da un lato

Note

  1. Vedi l’op. cit. da me a p. 3795, passim, e sommariamente nel cap. 116.