Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3935

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[p. 308 modifica] snaturatezze e infelicità materiali e sensibili, e che si riconoscono senza ragionamento, o stimandole sempre assai minori di quelle che il ragionamento dimostra essere molto maggiori, o negando affatto di riconoscere quelle che in verità sono molto maggiori, e negandolo perché solo il ragionamento può mostrarle per tali e per infelicità e snaturatezze. Gli uomini, anche i piú civili e filosofi, cosí facendo (come quasi tutti, anche i sommi, fanno), somministrano nello stesso eccesso della lor civiltà e spiritualizzazione una forte conferma di questa nostra proposizione, che non vi sia cosa piú contraria alla natura che la spiritualizzazione [p. 309 modifica]spiritualizzazionedell’uomo e di qualsivoglia cosa, e che tutto insomma per natura è materiale, e che la materia sempre vince, e che quindi essi cosí civili e spiritualizzati sono corrottissimi, perché nello stesso loro ragionamento con cui vogliono difendere questo loro stato, e che loro è inspirato da questo, dànno la preferenza alla materia e non vogliono ragionare che materialmente.

Tout homme qui pense est un animal dépravé. Dunque l’uomo e la società civile lo è piú che mai, e tanto piú quanto piú civile, non essendo quasi altro che spirito ed essere pensante, o adunanza di tali esseri.

Tutto questo discorso conviene colle osservazioni e prove che in mille di questi miei pensieri si sono fatte sopra la snaturatezza e infelicità vera dell’uomo corrispondente in proporzione alla sua maggior civiltà. Del che vedi in particolare il pensiero seguente, e quello a cui esso si riporta, come per natura sua, la civiltà sia supremamente contraria alla natura sí dell’uomo sí universale, e causa d’infelicità somma piú che non è lo stato selvaggio, per una conseguenza della teoria e delle leggi universali di tutte le cose