Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3953

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[p. 324 modifica] [p. 325 modifica]Queste osservazioni si applichino al detto da me altrove sopra quanto debba naturalmente esser diverso il giudizio degli uomini circa il pregio ec. delle scritture, siccome è naturalmente diversissimo l’effetto loro (anche lasciando affatto da parte l’invidia, l’ignoranza e cose tali, che variano o falsificano i giudizi per colpa umana, sebbene anch’esse inevitabili e naturali); e quanto la fama degli scritti, scrittori, stili ec. dipenda dalle circostanze, e da infinite e diversissime circostanze, e combinazioni di circostanze. L’arte dello scrittore si riduce e deve ridurre a osservar qual effetto, quali idee, appresso a poco ed in grosso e confusamente parlando, producano o sogliano produrre tali o tali parole e combinazioni e usi loro nel piú degli uomini o de’ nazionali generalmente considerati, nel piú delle circostanze di ciascheduno e nelle piú ordinarie, per natura o per gli abiti piú invalsi ec. ec. E gli scritti, scrittori e stili che sono in maggior fama e pregio son quelli che meglio e piú felicemente hanno osservato le dette cose e regolatisi secondo le dette osservazioni e saputo trarne vantaggio ed applicarle all’uso e conformarvi i loro modi di scrivere; non quelli che a tutti, neanche a’ nazionali, in ogni tempo e circostanza loro, piacciono e producono lo stesso effetto, e nello stesso grado, o pur solamente producono effetto qualunque, o una stessa sorte di effetto; ché tutto questo è impossibile ad uomo nato e di niuno o poeta o scrittore ec., libro, stile ec. si verifica, né è per verificarsi mai,