Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4012

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Pagina 4012

../4011 ../4013 IncludiIntestazione 4 aprile 2019 100% Saggi

4011 4013

[p. 385 modifica] al detto altrove in proposito dell’antico latino iror aris. E vedi il glossario in adirari, irari ec. se ha nulla (11 gennaio, domenica, 1824).


*    Non mi ricordo a qual proposito, ho detto altrove che noi siam soliti di usare gli aggettivi singolari mascolini in forma di avverbi. Cosí anche gli spagnuoli, per esempio demasiado per demasiadamente (che credo si dica altresí), infinito (D. Quijote par.I, c. 49). per infinitamente (che pur credo si dica) ec. Massime l’antico, cioè il buono e vero, spagnuolo, come pur s’ha a dire circa l’italiano in cui quest’uso è proprio piú particolarmente dell’antico, e quindi anche oggi familiare singolarmente ai poeti ec. Cosí i francesi fort per fortement, in senso di molto (come anche noi forte ec.). Pare però che quest’uso sia [p. 386 modifica]molto piú frequente nell’italiano, massime antico, buono, poetico, elegante ec. che nello spagnuolo qualunque, e massime nel francese (12 gennaio 1824).


*    Uso di porre i genitivi plurali, in vece de’ nominativi, col pronome alcuni, ovvero di questo pronome co’ detti genitivi, nel qual caso quest’uso verrebbe a essere ellittico. Proprissimo de’ francesi, proprio ancor sommamente degli italiani, non solo moderni e francesizzati, come si crede, ma antichi, di tutti i tempi, ed ottimi e purissimi. Credo ancora degli spagnuoli. Mi pare aver detto altrove come quest’uso è un pretto grecismo. Aggiungici ora l’esempio di Luciano, Nigrin., Opera, Amstel., 1687, tomo I, p. 34, linea 15-6, e vedi i grammatici greci dove parlano della sintassi, che certo denno aver qualche cosa sopra questo genere di frasi ec. (12 gennaio 1824). Nel citato esempio τῶν φιλοσοφεῖν προσποιουμένων si sopprime evidentemente il τινὰς, al nostro modo e de’ francesi (12 gennaio 1824).1


*    Diminutivi greci positivati. ὀχεῖον da ὄχος εος, come ἀγγεῖον da ἄγγος εος (12 gennaio 1824).

Note

  1. Vedi ancora lo stesso Luciano, I, 178, lin. 25-26, dove pur sottintendesi τὶ o τινὰ.