Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4093

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*    Le mulina. Crusca e Guicciardini, t. III, p. 361 bis (23 maggio, domenica, 1824).


*    Diminutivi positivati. Sciurus-écureuil (antico escureuil da sciuriculus o altro simile), schiratto (Pozzi nel Bertoldo; noi volgarmente schiriatto) diminutivo o disprezzativo scoiatto (Pulci, nella Crusca), scoiattolo sopraddiminutivo o sopraddisprezzativo. Gli spagnuoli harda, hardilla (23 maggio, domenica, 1824).


*    En tanto in ispagnuolo (del che altrove) o spesso o sempre vuol dire infino a tanto, come nelle Novelas exemplares di Cervantes, p. 79, edizione citata alcuni pensieri piú sopra (23 maggio, domenica, 1824). Cosí noi mentre per finchè.


*    Retinere per ricordarsi, come in italiano ec. ritenere. Cosí anche il suo continuativo retentare sta espressamente per ricordarsi in un luogo di Cicerone, de Divinatione, lib. II, c. 29, tradotto da Omero, il quale vedi, Iliade, II, v.301 (23 maggio 1824, domenica). [p. 14 modifica]
*    Inconsideratus per non considerans, qui considerare non solet. Vedi Forcellini e Cicerone, de Divinatione, II, c. 27. Cosí consideratus nel senso contrario. Vedi Forcellini (23 maggio 1824, domenica).


*    Ciĕo cies cīvi cĭtum (diverso da cio iis īvi ītum)1 co’ suoi composti, aggiungasi ai verbi della seconda che hanno il perfetto in vi e il supino in itum breve, de’ quali altrove. E vedi il Forcellini in cieo, fine (27 maggio, festa dell’Ascensione, 1824).

Note

  1. Neo, nes, nevi, netum.