Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4235

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[p. 169 modifica] principalmente e scelta la narrazione, poeticamente modificata. Il poema epico si cantava anch’esso sulla lira o con musica, per le vie, al popolo, come i primi poemi lirici. Esso non è che un inno in onor degli eroi o delle nazioni o eserciti; solamente un inno prolungato. Però anch’esso è proprio d’ogni nazione anche incolta e selvaggia, massime se guerriera. E veggonsi i canti di selvaggi in gran parte, e quelli ancora de’ bardi, partecipar tanto dell’epico e del lirico, che non si saprebbe a qual de’ due generi attribuirli. Ma essi son veramente dell’uno e dell’altro insieme; sono inni lunghi e circostanziati, di materia guerriera per lo piú; sono poemi epici indicanti il primordio, la prima natività dell’epica dalla lirica, individui del genere epico nascente, e separantesi, ma non separato ancora dal lirico. Il drammatico è ultimo dei tre generi, di tempo e di nobiltà. Esso non è un’ispirazione, ma un’invenzione; figlio della civiltà, non della natura; poesia per convenzione e per volontà degli autori suoi, piú che per la essenza sua. La natura insegna, [p. 170 modifica]è vero, a contraffar la voce, le parole, i gesti, gli atti di qualche persona; e fa che tale imitazione, ben fatta, rechi piacere: ma essa non insegna a farla in dialogo, molto meno con regola e con misura, anzi n’esclude la misura affatto, n’esclude affatto l’armonia; giacché il pregio e il diletto di tali imitazioni consiste tutto nella precisa rappresentazion della cosa imitata, di modo ch’ella sia posta sotto i sensi, e paia vederla o udirla. Il che anzi è amico della irregolarità e disarmonia, perché appunto è amico della verità, che non è armonica. Oltre che la natura propone per lo piú a tali imitazioni i soggetti piú disusati, fuor di regola, le bizzarrie, i ridicoli, le stravaganze, i difetti. E tali imitazioni naturali poi, non sono mai d’un avvenimento, ma d’un’azione semplicissima, voglio dir d’un atto, senza parti, senza cagioni, mezzo, conseguenze; considerato in se solo, e per suo solo rispetto. Dalle quali cose è manifesto che la imitazion suggerita dalla natura, è per essenza, del tutto differente dalla drammatica. Il dramma non è proprio delle nazioni incolte. Esso è uno spettacolo, un figlio della civiltà e dell’ozio, un trovato