Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4354

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*   Alla p. 4351. Per quanto le cose col progresso si alterino, corrompano, sformino e travisino, sempre conservano qualche segno della loro origine, e qualche poco dello spirito e stato loro primitivo. In Roma dove la letteratura fu impopolare in origine, anche le orazioni al popolo, che certo si pronunziavano in istile e lingua popolare, erano scritte (a differenza delle attiche) in maniera impopolarissima, perché quando si scrivevano, entravano nel dominio della letteratura, e si scrivevano non pel popolo ma pei letterati (23 agosto). [p. 297 modifica]


*    Sinizesi. Dittonghi. - Dittonghi greci e vocali lunghe, avanti a vocali brevi, spesso divengono brevi perché si suppone elisa la seconda vocale del dittongo, e l’una delle due vocali componenti la lunga. Cosí presso Virgilio Te Corydōn, Ŏ Ălexi. Pēlĭŏ Ossam. Ilĭŏ alto. Ne’ quali due ultimi esempi l’o non resta eliso interamente in forza della sua duplicità, come vocale lunga. Dugas-Montbel, loc. cit. alla p. 4334, in nota. Vedi p. 4467.


*    Alla p. 4344. Divulgato l’uso della scrittura, è ben naturale che si pensasse a comporre e a scrivere nel modo il piú naturale, cioè in prosa. Forse però non subito, perché è anche naturale che le cose e i modi piú semplici ed ovvi non si trovino al piú presto: massime essendo inveterata, come nel nostro caso, un’usanza diversa. Del resto, riman fermo che le prime composizioni del mondo, e per gran tempo le sole, furono in versi, non per altro, se non perché si compose assai prima che si scrivesse. Vedi p. 4390.


*    Alla p. 4349. Oggi piú che mai bisogna che gli uomini si contentino della stima de’ contemporanei, o per dir meglio, de’ conoscenti; e i libri, della vita di pochi anni al piú (oggi veramente ciascuno scrive solo pe’ suoi conoscenti).


*    Alla p. 4327. Sarebbe questo il caso del Gialiso di Protogene (o di Apelle), dove l’azzardo fece meglio, anzi fece quello, che l’arte non aveva