Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/53

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[p. 160 modifica] della sua fantasia e il suo cuore ec.: altrimenti la natura non è imitata naturalmente. E questi sono i propositi diremo cosí secondari, quantunque spessissimo in realtà sieno primari (come ne’ poemi didascalici, dove il fine primario par l’istruire e deve parere, quando in verità è solo un mezzo, essendo il vero fine il dilettare), i quali bisogna nascondere. E oltre il poeta s’intenda l’oratore, lo storico, ed ogni qualunque scrittore. Affettazione in latino viene a dir lo stesso che proposito, e presso noi lo stesso che proposito manifesto; anzi questa può esserne la definizione


*   Spesso ho notato negli scritti de’ moderni psicologi che in molti effetti e fenomeni del cuore ec. umano, nell’analizzarli che fanno e mostrarne le cagioni, si fermano molto piú presto del fine a cui potrebbero arrivare, assegnandone certe ragioni particolari solamente, e questo perché vogliono farli parere maravigliosi, come il Saint-Pierre negli studi della natura, lo Chateaubriand ec.; e non vanno alla prima o quasi prima cagione che troverebbero semplice e in piena corrispondenza col resto del sistema di nostra natura. Questo ridurre i diversi fenomeni dell’animo umano a principii semplici scema la maraviglia e anche la varietà, perché moltissimi si vedrebbero derivati da un solo principio modificato leggermente. Costoro parlano sempre enfaticamente, notano con molta acutezza il fenomeno, ma datane (se la danno, perché spesso credono e fanno credere ch’il fenomeno sia inesplicabile, vale a dire senza rapporto conosciuto al resto del sistema, giacché da ciò solo nasce la meraviglia in qualunque cosa del mondo) una ragione immediata e secondaria ed egualmente maravigliosa, non rimontano, come sarebbe pur facile, alla sorgente che ridurrebbe il fenomeno e le sue ragioni secondarie alle classi consuete. Io credo che chi istituisse quest’analisi ultima farebbe cosa nuova, sia per la mala [p. 161 modifica]fede o la minore acutezza degli antecessori, e semplificherebbe d’assai la scienza dell’animo umano, rapportando gl’infiniti fenomeni che sembrano anomalie, perché infatti la scienza non è ancora stabile né ordinata e ridotta in corpo, a principii universali o poco lontani da essi: opera principale e formatrice di tutte le scienze, e scopo ordinario di chi ricerca le cagioni delle cose. Per esempio, il desiderio naturale degli uomini di supporre animate le cose inanimate, tanto manifesto ne’ fanciulli, deriva dal desiderio e propensione nostra verso i nostri simili, principio capitale, e primitivo, e fecondissimo. Vedi il mio discorso sui romantici