Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/565

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Ma restava ancora nel mondo tanta natura, tanta forza di credenze naturali o illusioni, da poter sostenere lo stato democratico e conseguirne una certa felicità e perfezione di governo. Uno stato favorevolissimo alle illusioni, all’entusiasmo ec.; uno stato che esige grand’azione e movimento; uno stato dove ogni azione pubblica degl’individui è sottoposta al giudizio, e fatta sotto gli occhi della moltitudine, giudice, come ho detto altrove, per lo piú necessariamente giusto; uno stato dove per conseguenza la virtú e il merito non poteva mancar di premio; uno stato dove anzi era d’interesse del popolo il premiare i meritevoli, giacché questi non erano altro che servitori suoi ed i meriti loro non altro che benefizi fatti al popolo, il quale conveniva che incoraggisse gli altri ad imitarli; uno stato dove, se non altro, e malgrado le ultime sventure individuali, non può quasi mancare al merito ed alle grandi azioni il premio della gloria, quel fantasma immenso, quella molla onnipotente nella società; uno stato, del