Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/755

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[p. 167 modifica] quando è contraria all’indole della lingua, scema o distrugge, 1°, la sua potenza e facoltà, 2°, la sua bellezza e bontà naturale e propria, àltera, perde, guasta la sua proprietà, la sua natura, il suo carattere, la sua essenziale struttura e forma ec. Fuori di questo, com’é altrettanto vano che dannoso e micidiale l’assunto d’impedire ch’ella si arricchisca, cosí è impossibile e dannoso l’impedire che si modifichi secondo i tempi e gli uomini e le cose, dalle quali la lingua dipende e per le quali è fatta, non per qualche ente immaginario, come la virtú o la giustizia ch’é immutabile o si suppone. E perché Cicerone non iscrisse come il vecchio Catone ec., non perciò resta ch’egli non sia, come in ordine a tutto il [p. 168 modifica]rimanente, cosí pure alla lingua, il sommo scrittor latino: né che Virgilio non sia il primo poeta latino, e limpidissimo specchio di latinità (riconosciuto dallo stesso Frontone negli Exempla elocutionum), perciò che la sua lingua è ben diversa