Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/773

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[p. 178 modifica] e, dopo essere isterilita, impoverirà ancora, perderà quello che avea guadagnato e finalmente si ridurrà a tal grado di miseria e d’impotenza, che non sarà piú sufficiente all’uso e al bisogno, e allora sí che le converrà domandare soccorso alle lingue straniere e imbarbarire del tutto, per quel motivo appunto il quale si credeva doverla preservare dalla corruzione e mantenerla pura e sana. Forse che non vediamo già accadere tutto questo? Quante ricchezze delle già guadagnate e, per cosí dire, incamerate, ha ella perduto quasi, e senza quasi, del tutto! Ma di questo dirò poi.

Vogliamo noi dunque ridurre la lingua italiana e nelle parole e nei modi a quella stessa paura, scrupolosità, superstizione, schiavitú, grettezza, uniformità della lingua francese nei soli modi? Almeno i francesi hanno una scusa nella natura della loro nazione, a cui la società è vita, alimento, diletto e spavento, sanguisuga, tormento, morte.