Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/917

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[p. 264 modifica] fare o comperare degli schiavi. E l’antica uguaglianza e libertà si manteneva effettivamente coll’aiuto e l’appoggio della schiavitú, ma della schiavitú di persone, che non avevano nulla di comune col corpo e la repubblica e la società di quelli che formavano la nazione libera ed uguale. Cosí che [p. 265 modifica]la libertà ed uguaglianza di una nazione aveva bisogno e supponeva la disuguaglianza delle nazioni, e l’una non era indipendente neppure al di dentro, se non per la soggezione di altre o parti di altre ec.

E la verità di tutte queste cose, e come l’uso o la necessità della schiavitú in un popolo libero abbia la sua ragione immediata non nella libertà, ma precisamente nella uguaglianza interna di esso popolo, si può vedere manifestamente per questa osservazione, la quale dà molta luce a questo discorso. Arriano (Historia Indica, cap. X, sect. 8-9, edit. Wetsten., cum Expedit. Alexand., Amstelaed. 1757, cura Georg. Raphelii, p. 571) dice fra le cose che si raccontavano degl’indiani: Εἶναι δὲ (λέγεται) καὶ τόδε μέγα ἐν τῇ Ἰνδῶν γῇ, πάντας Ἰνδοὺς εἶναι ἐλευθέρους, οὐδέ τινα δοῦλον εἶναι Ἰνδον• τοῦτο μὲν Λακεδαιμονίοισιν ἐς ταυτὸ συμβαίνει καὶ Ἰνδοῖσιν• (qua quidem in re Indis cum Lacedaemoniis convenit. Interpres.). Λακεδαιμονίοις μέν γε οἱ εἵλωτες δοῦλοί εἰσι... καὶ τὰ δούλων ἐργάζονται• Ἰνδοῖσι δὲ οὐδὲ ἄλλος δοῦλός ἐστι, μήτι γε Ἰνδῶν τις (μήτοιγε nedum. Index vocum).