Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949

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[p. 289 modifica] pure un sistema il quale consista nell’esclusione di tutti i sistemi, come quello di Pirrone e quello che fa quasi il carattere del nostro secolo (16 aprile 1821). Vedi p. 950, capoverso 2.


*   Dalla sciocca idea che si ha del bello assoluto deriva quella sciocchissima opinione che le cose utili non debbano esser belle, o possano non esser belle. [p. 290 modifica]Poniamo per esempio un’opera scientifica. Se non è bella, la scusano perciò ch’è utile, anzi dicono che la bellezza non le conviene. Ed io dico che se non è bella, e quindi è brutta, è dunque cattiva per questo verso, quando anche pregevolissima in tutto il resto. Per qual ragione è bello il Trattato di Celso, ch’è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. Questi pregi o bellezze convengono a qualunque libro. Ogni libro ha obbligo di esser bello in tutto il rigore di questo termine, cioè di essere intieramente buono. Se non è bello per questo lato, è cattivo, e non v’è cosa di mezzo tra il non esser bello e il non essere perfettamente buono, e l’esser quindi per questa parte cattivo. E ciò che dico dei libri si deve estendere a tutti