Pensieri e giudizi/IV/III

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III.

Alla sfida audace del clericume rispondano i comizi popolari, affermando che tra l’Italia e il papato, tra il popolo italiano e la pretaglia di qualunque setta non sarà mai altro che guerra. Non guerra di partito, di setta, di scuola; ma dei liberali di tutte le gradazioni, degli onesti di tutti gli ordini sociali contro gli avvelenatori delle coscienze, gli stupratori delle anime, i disturbatori delle famiglie, gl’insidiatori della libertà, i nemici della nazione.

Chi parla di conciliazioni, o sogna o volpeggia; chi predica la tolleranza è codardo; chi alimenta [p. 82 modifica]col sangue del popolo il peggior nemico delle libere istituzioni, tradisce il popolo, disonora la patria. Abolizione del primo articolo dello statuto; istruzione laicale; agitazione legale: tutte belle cose, che si pascono di lunghe speranze con l’attender corto. Altro che empiastri ci vuole. Che cosa fa il villano per iscovare la volpe? Getta il fuoco nel covo. Questo faccia il popolo italiano. Fuori le volpi; fuori i nemici della patria; fuori i trafficatori delle coscienze! E fuori chi li difende!