Pensieri e giudizi/IV/XIV

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XIV.

La tolleranza dei falsi liberali unita all’indifferenza voluta e proclamata da uomini che si dicono devoti alla giustizia e alla libertà del genere umano, innanzi al problema religioso, hanno fatto rialzare talmente la testa al partito nero che i più tolleranti e i più indifferenti dovrebbero accorgersi del male che ne minaccia e attribuire a sè stessi l’accrescimento insolente del secolare nemico della civiltà. Pare invece che gli uni e gli altri, vedendone la rinnovata potenza, facciano a gara per ingraziarsela, e civettino e puttaneggino per tirarselo dalla loro e combattere con maggiore speranza di vittoria i loro particolari nemici. Non vogliono intendere che il problema religioso è principalmente e sostanzialmente problema morale; e riforma senza base morale non si dà o non dura; non s’accorgono che nemico primo e perpetuo di ogni civile avanzamento è il partito nero, e primo e imprescindibile dovere di tutti gli uomini onesti che sinceramente amano la libertà è di combattere quell’errore su cui esso principalmente si fonda per dominare e opprimere la nostra povera umanità.