Poema paradisiaco/Prologo/In votis

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Prologo

In votis

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Oh non più soffrire
al fine, queste ire
questa guerra atroce
fuggire, altra voce
5non udire al fine
che la sua! - Mattine
candide innocenti,
voi su’ freschi vènti
da le selve ascose
10non odor di rose,
non odor di timo
avrete, ma primo
d’ogni altro l’odore
ch’ella par dal cuore
15spandere. Voi, sere
lente ove preghiere
lente vanno sole
e cadon viole
da angeliche mani
20in seni lontani,
parrete albe aurore
se dal puro fiore
del suo labbro un riso
trarrò d’improvviso,
25che per i confini
del cielo in divini
cerchi saliente
si spanderà. Lente
le stelle ne l’onda
30lucida profonda
si scioglieran come
rugiade. Il suo nome
pio seguirà l’Ave
nel coro soave.
35Semplice nel bianco
velo ella al mio fianco
verrà su le prode
solinghe. La lode
udrà che d’in torno
40salirà pel giorno
fatto d’improvviso
nel cielo da un riso
de la bocca bella.
- Ave, maris stella!
45Salve! - Ma udrà ella,
chinate le ciglia,
senza meraviglia.