Poema paradisiaco/Prologo/Nuovo messaggio

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Prologo

Nuovo messaggio

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Prologo - In votis Hortus conclusus


Perdonami, tu buona. Io dissi, è vero,
dissi: - Domani tornerò, domani
vi rivedrò. - E siamo ancor lontani,
Anna, e tu credi che non sia sincero
 
5il mio vóto! Oh, perdonami. Io mi sento
morire. È questa, è questa oggi la sola
verità. Non so dirti altra parola
che questa. Cade ogni proponimento,
 
mi lascia ogni speranza. Tutto è vano.
10Io non vedrò fiorire il bianco spino
lungo le siepi né pe’ solchi il lino
cerulo né tremante alzarsi il grano;
 
e non la madre, e non su quello smorto
viso, su quell’estenuato viso
15un po’ di sole; e non il suo sorriso;
e non su que’ rosai bianchi dell’orto
 
le sue mani più pure delle rose
nuove... E le coglierebbe ella, le nuove
rose, è vero?, a fiorir la stanza dove
20io comporrei canzoni maliose
 
per consolare il suo dolente cuore;
e cadere vedrei come ad un lieve
fiato le foglie miti come neve
su la pagina, al suo pensier d’amore;
 
25ed ella non si stancherebbe mai
di guardarmi, e il suo sguardo su la fronte
io sentirei, e sentirei la fronte
divenir pura come non fu mai...
 
Aspettami, ti prego! Io dissi, è vero,
30dissi: - Domani tornerò, domani
vi rivedrò. - E siamo ancor lontani.
Ma aspettami, Anna, aspettami. Dispero
 
io forse? Credi tu che io sia perduto?
Ma non vedi, non vedi tu che io sogno
35la mia casa? Non vedi tu che io sogno
i tuoi rosai? Quando sarò venuto,
 
oh allora... - Aspettami, Anna. E dille, dille
che m’aspetti. Vedrai che questa volta
non rimarrà delusa. Questa volta,
40oh per la luce de le sue pupille
 
tènere, io non avrò promesso in vano.
Questa volta, fiorire il bianco spino
lungo le siepi e lungo i solchi il lino
cerulo, e a poco a poco alzarsi il grano,
 
45e lei che a poco a poco si colora
di salute, e noi due stare a’ suoi piedi,
e il suo sorriso... - Ma tu non mi credi,
Anna? Quando sarò venuto, oh allora...