Poesie (Campanella, 1915)/Scelta di alcune poesie di Settimontano Squilla/72. Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa

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72. Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa

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72. Lamentevole orazione profetale dal profondo della fossa
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72

Lamentevole orazione profetale dal profondo della
fossa dove stava incarcerato

CANZONE

madrigale 1

A te tocca, o Signore,
se invan non m’hai creato,
d’esser mio salvatore.
Per questo notte e giorno
a te lagrimo e grido.
Quando ti parrá ben ch’io sia ascoltato?
Piú parlar non mi fido,
ché i ferri, c’ho d’intorno,
ridonsi e fanmi scorno
del mio invano pregare,
degli occhi secchi e del rauco esclamare.

madrigale 2

Questa dolente vita,
peggior di mille morti,
tant’anni è sepelita,
che al numero io mi trovo

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delle perdute genti,
qual senza aiuto uom libero, tra morti
di morte, e non di stenti;
a’ quali il mio composto
sol vive sottoposto,
nel centro ad ogni pondo
di tutte le rovine, aimè, del mondo.

madrigale 3

Gli uccisi in sepoltura,
dati da te in obblio,
de’ quai non hai piú cura,
de’ sotterranei laghi
nell’infimo rinchiuso
di morte fra le tenebre sembro io.
Qui un mar di guai confuso,
pien di mostri e di draghi,
sopra di me si aduna,
e ’l tuo furor spirando aspra fortuna.

madrigale 4

Dagli amici disgiunto
sono, e opprobrio al mio sangue,
di scorni e d’error punto,
che fiutar non mi vuole;
né potrebbe, volendo,
me abbominato qual pestifero angue;
e ’l tradimento orrendo
lor fai apparir sole
verso cotanta mole
di paure e di affanni,
perch’io mendico sol qui piango gli anni.

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madrigale 5

Signor, a cui son figlie
le pietose preghiere,
le tue gran maraviglie
e grazie in me non mostri;
faraile a’ morti note?
o il fisico a cantar tue glorie altère
risuscitar gli puote?
o fia ne’ ciechi chiostri,
chi narri gli onor vostri?
o qui al buio alcun scerne,
tra obblio e perdizion, tue prove eterne?

madrigale 6

Quinci io pur sempre esclamo,
sera e dí ti prevengo:
— Libertá, Signor, bramo; —
e tu pur non m’ascolti,
ma volgi gli occhi altrove.
Povero io nacqui, e di miserie vengo
nutrito in mille prove;
poscia, tra i saggi e stolti
alzato, mi trasvolti
con terribil prestezza
nella piú spaventevole bassezza.

madrigale 7

Sopra me si mostrâro
tutti gli sdegni tuoi,
tutti mi circondâro,
come acqua tutti insieme;
ahi come stansi fermi!

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né che m’aiuti alcun permetter vuoi.
La gente del mio seme
m’allontanasti, e preme
duro carcer gli amici;
altri raminghi vanno ed infelici.

madrigale 8

Va’, amaro lamento,
tratto di salmodia
ch’è d’altri profezia,
ma di me troppo assai vero argomento.
Vanne allo Spirto santo,
di cui se’ parto santo:
forse avrá per sua figlia alcun contento,
che non merta il mio accento.

Questa canzone è parte cavata dal salmo Domine Deus, salutis meae, ecc., e la manda allo Spirto santo.