Poesie (De Amicis)/I bimbi/I bimbi

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Poesie

I BIMBI. ../ ../Annunzio di nascita IncludiIntestazione 29 ottobre 2010 100% Poesie

I bimbi I bimbi - Annunzio di nascita
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I BIMBI.


Come trovo dipinto il mio bambino
In fin di desinare, è uno sgomento!
Ha le patacche addosso a cento a cento
E la bocca color di stufatino;

Ha il nasetto, si sa, tinto di vino
E sulla fronte un po’ di condimento,
E uno spaghetto appiccicato al mento
Che gli spenzola giù sul grembialino.

E sfido, in tutto pesca e tutto tocca,
E si strofina la forchetta in faccia
E stenta un’ora per trovar la bocca;

E son tutti i miei strilli inefficaci:
Egli, vecchio volpone, apre le braccia.
Ed io gli netto il muso co’ miei baci.

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II.

Maledetti ragazzi! È un gran destino
Dover troncar un inno od un bozzetto.
Per aggiustar le rote d’un carretto,
Per incollar la testa a un burattino;

E trovarmi ogni giorno, in sul mattino,
Un bastimento a vela in fondo al letto
O una villetta svizzera sul petto
O l’arca di Noè sotto il cuscino!

E sentir per le stanze e per le scale
Squillar trombette da mattina a sera
Come il dì del giudizio universale!

Ab! un giorno o l’altro li rimando a balia....
Eccoli qui quei musi da galera,
Non ce n’è due più belli in tutta Italia.

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III.

M’invadono la stanza e fanno un duetto,
Un duetto, vi dico, che consola;
L’uno mi dà di frego a una parola,
L’altro mi fa un fantoccio sul sonetto;

Questo m’arruffa tutto nel cassetto.
Quello m’imbratta Vittor Hugo e Zola....
Anime perse! Andrete un giorno a scuola,
È un pezzo che l’invoco e che l’aspetto.

Pazzo che sono! Sarà un tristo giorno;
Come mi sembreran lunghe quell’ore!
Come mi sembrerà tardo il ritorno!

Non avrò più quei capi benedetti
Ogni momento stretti sul mio core!
Non avrò più fantocci sui sonetti!

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IV.

Eccolo lì, la faccia proibita,
Eccolo lì nel bagno ignudo nato,
Un vero Apollo in piccolo formato,
Una candida rosa inumidita.

Ahimè! si spezzerebbe con le dita
Questo piccolo corpo idolatrato!
A che tenue e sottil filo ho legato
Il mio amor, la mia forza e la mia vita!

Ma un giorno egli sarà saldo e possente
Ed io, superbo, lascierò la canna
Quando usciremo insieme tra la gente.

Ridi e spruzzami, sì, povero putto,
Povero corpicino alto una spanna,
Povero nulla che per me sei tutto.