Poesie varie (Pascoli)/1872-1880/La morte del ricco

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LA MORTE DEL RICCO



          Ha il prete a lato, e il nembo urla di fuori:
          un sinedrio d’ombre incappucciate
          gli siede intorno: egli ode... — Accusatori,
          4accusate! accusate! —

Sorge una donna: egli mentì l’amore!
Sorge un bimbo: il mio nome ei mi negò!
Sorge un villano: io vuo’ strappargli il core,
8che mi fece sudare e mi rubò!

          Un minator dice: morii sotterra,
          pria che morto, sepolto.
          Un soldato: ed io caddi ucciso in guerra,
          12prima uccisor che ucciso; egli m’ha tolto

vita e innocenza. — E tu spettro che hai? —
Fame. — E tu? — Freddo. — E tu? — Voglio odiar-
lo! che per anni lunghi io lavorai
16e non ebbi un minuto per amar. —

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          Voi chi siete? — Signore, un assassino. —
          Voi? — Mio signore, un ladro! ah! ma il delitto
          non s’ama, egli è un destino
          20che nella fronte, esso che muor, ci ha scritto! —

E tu perchè l’abbranchi? — Ero fanciulla
pura e bella; e son morta all’ospedal!... —
Tu perchè fremi? — Ah! ch’io morii nel nulla,
24io ch’ero nato a vivere immortal!... —

          Venga l’esecutor! Dubbio, t’avanza!
          fissalo col tuo grande occhio sbarrato!
          Costui d’un’altra vita ha la speranza:
          28che muoia disperato!