Primo vere/Libro secondo/Fantasia pagana

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Libro secondo - Sappho Libro secondo - A un vecchio satiro di marmo

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Via per il piano rïondeggiavano
le messi d’oro con ampio fremito
di baci; su i verdi esultava
una ebrezza fiammante di sole.

5Su su da’ prati, da gli orti effluvii
saliano a nembi ne ’l torrid’aere;
passavano a stormi gli augelli
pe’ cobalti de ’l cielo cantando,

e giù da ’l colle scendeano candidi
10muggendo i bovi; su pe’ declivii
carpivan le greggi lascive
l’acre citiso e il salice amaro.

In groppa a ’l vento venìa da ’l placido
bosco vicino un suon di flauto:
15era forse il rustico Pane
modulante ne l’ombra i suoi carmi?

Dicea di Bacco, l’eterno giovine,
e quanto amore d’Arïanna arselo;
di Venere i vezzi dicea
20trasvolante via lunge tra i fiori…

E tu, Glicera, co ’l crine d’ebano
donato a l’aura, co ’l seno turgido
ansante tra il facile bisso,
per la sponda de ’l lago fuggivi.

25In candor pario nude mostravansi,
a l’agitarti, le forme nitide;
i lombi ricurvi moveansi,
ne la corsa, con onda procace.

Io tra le canne alte inseguìati
30e il cor batteami di desiderio;
la febbre de ’l senso pulsava
ne l’arterie più calda de ’l sole.

E alfin ti giunsi!… Con trepida ansia
su le ninfee ti stesi, e un bacio
35co ’l labbro convulso t’impressi,
— Or sei mia!… — gridando — sei mia!…

Tu fra le strette, come una vipera,
ti contorcevi, mettendo gemiti;
ma quando un’arcana parola
40co’ la voce tremante ti dissi,

tu con tal atto d’amore il cerulo
sguardo girasti ver’ me, che parvemi
ne li occhi e ne ’l roseo volto
ti ridesse una luce d’eliso.

45Oh allor qual estasi!… Brividi e fremiti
correan le fibre; le carni aveano
scintille; né muscoli tesi
martellava, spossando, il piacere.

E intorno a noi vasta, giallissima
50tacea la state; ridevan pronube
le bianche ninfëe. Due folaghe
si levaron dai giunchi auspicando.