<dc:title> Questa è colei, che abbandonata e mesta </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Giovanni Battista Richeri</dc:creator><dc:date></dc:date><dc:subject>Sonetti</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Questa_%C3%A8_colei,_che_abbandonata_e_mesta&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20250415222554</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Questa_%C3%A8_colei,_che_abbandonata_e_mesta&oldid=-20250415222554
Questa è colei, che abbandonata e mesta Giovanni Battista RicheriZappi, Maratti - Rime I.pdf
Questa è colei, che abbandonata e mesta
Sull’erme piagge dell’alpestre Nasso
Piacque a Lenèo, che nuovo amante al lasso
Spirto di lei sedò la ria tempesta. 5Ma s’è pur dessa come immobil resta?
Come non volge i rai, nè muove il passo?
E non parla, e non spira? Ah, ch’è di sasso,
E tua grand’opra, o gran Parodi, e questa.
Da qual parte del Ciel l’altra, e serena 10Fronte togliesti, e tai bellezze e tante,
Onde cosa moral rassembra appena?
Oh! se tal d’Arìanna era il sembiante,
Già non avrebbe in sull’ignuda arena
Pianto la fuga dell’ingrato Amante.