Renovatione della Chiesa/Lettere dettate in estasi/III

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Lettera III

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Lettere dettate in estasi - II Lettere dettate in estasi - IV

Al’ Nome del’ Antica e Nuova Verità

Al’ R.mo Padre [Nicolò Fabbrini] e Rettore della Compagnia del Dolce Nome di JESU com tutti i Padri, e fratelli a lui sudditi.

Meraviglierassi assai la charità vostra del’ inusitati versi a voi dati, massimo del contenuto in essi. Ma è l’ancilla dell’innamorato e svenato Agnello, constretta dall’antica e nuova Verità, (e per dir così) quasi sforzata, sforzata dico, a farvi noto la grande, fruttuosa e grata opera di Dio che è la rennovatione della santa Chiesa che Dio s’è compiaciuto a me, misera sopra tutti miserabile, far noto, acciò lo possa far noto a voi e a tutti quelli che ha eletti per aiutori e cooperatori a tal opera, che hora è venuto il tempo che vuole si faccia. Et non solo deve esser noto a voi costì presenti, ma a tutto il vostro Collegio e Compagnia, e a dua altre Compagnie.

Hora perché sappiate quel che voi di presente dovete fare per adempire il voler di Dio, vi dico che è andiate disponendo il principal capo qui della città nostra, il R.mo Cardinale Arcivescovo. Et se paressi a vostra Reverentia che io non mi havessi a impacciare di tal opera, vi ricordo le parole dell’innamorato Paulo, che Dio elegge le cose inferme a fare le sua opere grande (cf. 1 Cor. 1,27).

Et che più gli posso dire? Che acciò fare son costretta dall’eterno Verbo. Et però prego e constringo voi da parte di esso Verbo JESU CHRISTO crocifisso, che non vogliate pigliare tal opera con negligentia ma nel modo a voi più possibile, e vi sforziate haver tal possibilità vedendo di disporre il R.mo Padre nostro Cardinale, e ancor che trovassi in esso qualche contraditione, non debbe mancare vostra R.tia, con ogni studio e sollecitudine, di farlo, ricordandosi di quelle parole che disse l’Apostolo che non son condegne le passione di questo tempo alla futura gloria (cf. Rom. 8,18), et non coronabitur nisi qui legittime certaverit (2 Tim. 2,5).

Hora aviso quella di quel che deve fare circa a tal opera con il detto R.mo Cardinale ogni volta che se gli porgerà occasione, non mancando ancora di cercare tal occasione. Vegga di dargli a conoscere l’ignorantia nella quale si trovano le sua pecorelle, massimo in quelli e quelle consecrati a Dio mediante e tre voti fatti nella lor professione, da molti promessi e da rari osservati.

E noti che non gli dico questo da me, ma da parte dell’infallibil Verità, pregandola ancora che si offerisca pronta e parata insieme con tutti quelli del Collegio a tal opera. Né paia a vostra Reverentia di far minor opera di quella che fanno gli altri padri e fratelli nell’Indie convertendo tante anime infedele a Dio, con donargli e decorargli col pretioso Sangue di JESU, che se si guardassi e considerassi, non è di minor prezzo e valore il ritrovare una gioia già persa che trovarne una di nuovo. E ricordisi di quel che disse il dolce JESU nelle sua sante parole, che il padre di famiglia ammazzò il vitel grasso e sagginato per il figliuolo lontano da sé, e non per quello che era presso di sé (cf. Lc. 15,27-30).

Dhe espongasi il mio R.do Padre a por la vita e tutto il suo potere in aiutare tal opera, come credo (anzi vuò tener per certo ne sia molto desideroso). Et ben consideri e ponsi nel pericolo che sta chi assai promette e poco osserva; et vogli esser vero imitator degli apostoli e quali non si contentorno di conoscere e possedere Dio solo per loro, ma desiderorno e si sforzorno di farlo conoscere a gli altri, non si potendo fare opera più grata a Dio che ridurre le creature a lui, imperò che non gli possiamo far servitio se non ne nostri prossimi. Et di nuovo vi dico che l’eterno e humanato Verbo v’ha eletti coaiutori all’opera sopra detta, e dice a voi quel che disse già a sua eletti apostoli: Elegi vos ut eatis et fructum afferatis (Jo. 15,16).

Non mancherà ancora vostra Reverentia, Padre charissimo, di far fare oratione per questa santa opera a tutti quelli che sono qui presenti, e di farlo ancora sapere a tutto il Collegio delli altri padri e fratelli della Compagnia di JESU. Scusimila se gli paressi la mia essere stata presuntione, non mi sendo mossa da me ma sforzata dallo svenato e inchiovellato Verbo, e metta in esecutione l’opera. E la prego di cuore faccia oratione per me, misera miserabile, che possa portare il peso che la dolce Verità si compiace porre sopra le mia debole spalle, piacendogli darmi la sua beneditione.

Permanga nella ineffabile e infallibile Verità, e increata sapientia e bontà dello Spirito Santo. JESUS. JESUS. Amor.

Del nostro monasterio di Santa Maria delli Angeli, presso a San Fridiano, il dì 27 di luglio 1586.

L’humile Ancilla dell’humanato Verbo

Suor Maria Maddalena de’ Pazzi