Renovatione della Chiesa/Ultime estasi/1

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Ultime estasi (il nudo patire)

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Ultime estasi Ultime estasi - 2

Questo ratto è cavato dall’esamine del Processo e fu l’ultimo che hebbe per le feste dello Spirito Santo, e fu l’anno 1604, 6 di giugnio.

Il primo giorno della solennità dello Spirito Santo la nostra Beata Madre fu rapita in estasi, e fra molte mirabil cose che disse, furno queste:

Questo divino Spirito è amore e ricerca amore, onde non si riposa in quei cuori che non amano e non operano puramente per Dio.

Sono molt’anime che non fanno altro che fasci di paglia e fieno, e quelli abbruciano. Ma poche son quelle che lavorino pietre pretiose e abbraccino le colonne forte.

Questi fasci di paglia e fieno non son buoni ad altro che ad ardere, e fanno un fuoco molto piccolo che ad un tratto sparisce e non lascia altro che negrezza e fumo; ma le pietre son di valore infinito e arrichiscono chi le possiede, e le colonne forte sostentono l’altre fabbriche e chi quelle abbraccia.

Questi fasci di paglia altro non sono che attendere a fare molt’opere manuale con vanità e per fini humani.

Son molte che s’affaticono tutto il tempo di lor vita; ma perché non operano per Dio, non ne cavono altro che piccolo splendore di gloria humana, che presto passa lassando i lor cuori pieni di rammarico e pena, né alcun premio ne riportano nel’altra vita. In questi tali poco si riposa questo divino Spirito.

Ma in gran pienezza descende e si riposa in quell’anime che lavoran pietre pretiose di solide e reali virtù, d’humiltà, disprezzo di loro e di tutto il creato, povertà, purità e rassegnazione delle proprie volontà in Dio e ne’ superiori.

L’anime che abbracciono le colonne forte, da quelle son rette, e il loro edifizio non crollerà mai perché chi opera per Dio con purità d’intenzione, né tribulazione né tentazione né creatura alcuna le potrà mai far crollare né mandare a terra perché son fortificate dal divino Spirito, e l’operation loro permangono in eterno sendo fondate in Dio.

Rivolta poi alle novizie la buona Madre, che erano tutte presente, diceva con grand’affetto:

Non fate fasci di paglia ma arricchitevi di queste pregiate pietre, abbracciate le forte colonne, se volete che il divino Spirito si riposi in voi.

Et stata alquanto in silenzio soggiunse:

Questo divino amore e puro Spirito non si può né vuol riposare in modo alcuno in quelle anime che hanno le lingue dentate, perché ha grandemente in odio e abominazione le lingue mormoratrice, e da quelle si allontana e fugge.

Descende sì questo divino Spirito, perché sendo comunicativo vorrebbe darsi a tutti, ma non si ferma non trovando luogo dove posare. In quelle che fanno fasci di paglia si riposa alquanto, ma dove è denti non si ferma punto.

Esclamando diceva:

Toccare il prossimo, che Dio ha comandato che s’ami come se stesso, è troppo gran male.

Il prossimo è la pupilla dell’occhio di Dio, membro tanto delicato che ogni minimo bruscolo l’offende. Chi tocca il prossimo, tocca Dio.

De’ difetti del prossimo non si può né deve parlare, eccetto che con intenzione di giovare o con persone che possin rimediare a tal difetto; tutto il resto è mormorazione.

Vorrei poter andare per tutto il mondo, e haver l’anime tutte nelle mia mane, che col divino aiuto farei tanto che sbarberei loro questi denti.

O se le creature potessero vedere e penetrare quanto Dio gli ha in odio, non si troverrebbe lingue mormoratore. Et se Dio gli ha in odio in ciascuna creatura, ne’ religiosi e spose consecrate a lui non le può né vuole sopportare in modo alcuno.

Sono alcune Religione a guisa di giardini ben cultivati, adorni di vaghe piante, odoriferi fiori e frondosi alberi, per le molte osservanze e belli ordini che vi sono. Alcune altre rispetto a quelle, sono come boscacci inculti per non vi essere ordine di religiosa osservanza.

Non di meno, in queste il divino Spirito, perché non hanno denti, si riposa alquanto; ma in quelle altre viene e passa, ma perché vi sono lingue dentate punto vi si riposa.

Ma guai, guai a loro (gridava ad alta voce) che il lume che hanno Iddio permetterà si converta in tenebre se non ne sbarbon questi denti, e lo darà ad altre Religione.

O lingue perverse che siate bastante a mandare a terra il bene di una Religione!


E rivolta la buona alle novizie diceva:

Animine mia, non mettete mai questi denti; e se pure mai gli mettessi, sbarbategli presto mentre son piccini, che poi si dura più fatica.

Queste e molte altre cose parlò e disse in questo ratto, di grandissima utilità, sendo che gli durò da doppo desinare sin presso a sera.

Vedde che per all’hora le sua novizie non havevano le lingue dentate, il che non ad altro si può attribuire che alla sua gran virtù (essendo ella lor maestra) e ardente carità verso il prossimo. E veramente era quasi impossibile che le creature alla sua cura commesse, havessero lingue mormoratrice perché non poteva soffrire che si dicessi una parola sinistra al prossimo.

E soleva dire che a ogni altro difetto harebbe compatito, ma questo non lo voleva tollerare in modo alcuno, onde ne dava gran penitenze e mortificazione alle sua suddite.