Rime (Gianni)/Ballate/Ballata, poi che ti compuose amore

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Lapo Gianni - Rime (1895)
Ballate - Ballata, poi che ti compuose amore
Ballate - Angelica figura novamente Ballate - Io sono Amor che per mia libertate
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VII.


     Ballata, poi che ti compuose Amore
ne la mia mente ove fa residenza,
girai a quella, che somma piagenza
mi saettò pelli occhi dentro al core.
     5Poi se’ nata d’amore ancella nova,
d’ogni virtù dovresti essere ornata,
ovunque vai, dolce, savia e intesa:
la tua vista ne fa perfetta prova,
però dir non ti compio ambasciata,
10che spero se’ del mio intelletto appresa.
Se tu la vedi nel su’ viso accesa
non dicer motto, se fusse adirata,

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ma quando la vedrai umilïata
parla soave senz’alcun timore.
     15Quando cortesemente avrai parlato,
con bello inchino e con dolce saluto,
a la serena fonte di beltate
apprendi suo risponso angelicato,
che move lingua di gentil vertute,
20vestuta manto di soavitate.
     Se l’è ’n piacer d’avermi in potestate
non fia suo viso colorato in grana,
ma fia negli occhi suoi umile e piana
e palidetta quasi nel colore.
     25Appresso che lo tuo dire amoroso
prenderà la sua mente con paura,
del pensoso membrar ch’Amor le dona,
dirai com’io son sempre disioso
di far li suoi piaceri oltre misura,
30mentre la vita mia non m’abbandona.
Di’ che Amor meco sovente ragiona
che fu principio d’esta benvoglienza,

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quei che la mente e ’l core e mia potenza
ha messa in segnoria del su’ valore.
     35Tu vederai la nobile accoglienza
nel cerchio delle braccia, ove pietate
ripara con la gentilezza umana,
e udirai sua dolce intelligenza.
Allor conoscerai umilitate
40ne gli atti suoi, se non parla villana,
e vederai — meraviglia sovrana,—
com’ en format’ angeliche bellezze
e di novi miracoli adornezze,
ond’Amor tragge l’altezza d’onore.
     45Movi, ballata, senza far sentore
e prenderai l’amoroso cammino:
quando se’ giunta parla a capo chino:
48non mi donar di gelosia errore.


Edita, come la precedente, dal Fiacchi, di sul codice Pucci, e riprodotta integralmente dal Valeriani e dal Nannucci. Sta nei codici: Chig. l. viii, 305; Vat. 3214; Riccard. 2846; Ashb. 479;Trivul.36. Fu ristampata dal Tropea [p. 21 modifica]in quel suo Saggio di edizione delle rime di Lapo, pel quale si servì soltanto del cod. Chig. e Vat. Varianti:

4. f. e n. per gli occhi; 7. A. dovunque; V. sani; 8. f. n. perfetta fede, con evidentissimo errore, giacché la forma schematica dei primi versi di ogni stanza è: ABC-ABC, e nel f. risulterebbe invece: ABC-XBC; 9. C. pero dire piu nommi affatico, ambasciata; V. non ti co piu amb.: 10. A. f. s’hai del mio; R. presa; 11. A. R. et tu la vedi; V. de tu la vedi; nel tu vixo; 14. V. alkun; 17. R. fronte; 22. V. si vixo; 27. A. del discorso; 29. C. piageri; R. li suo piageri; 31. C. V. sovente el ragiona; 33. V. e quei; 34. C. sengnoria; 35. C. vedrai; 36. V. cierkio; 37. A. et vederai sua; 38. f. n. e udirai sua dolce; R. vederai; V. e vedrai; 40. V. so se; 41. C. e sembrerai mer.; 42. C. come formate; 45. V. sanza; 48. C. orrore; A. donare di g. errore.

[Ballata grande; ripresa, quattro stanze e replicazione. Le stanze hanno una costruzione metrica simile a quella della Ballata I. Però la replicazione non ha le stesse rime della ripresa].