Rime (Stampa)/Rime d'amore/XIX

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Rime d'amore

XIX

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XIX

Ella scopre in lui sempre nuove virtù.

     Come chi mira in ciel fisso le stelle,
sempre qualcuna nova ve ne scorge,
che, non più vista pria, fra tanti sorge
chiari lumi del mondo, alme fiammelle;
     mirando fisso l’alte doti e belle
vostre, signor, di qualcuna s’accorge
l’occhio mio nova, che materia porge,
onde di lei si scriva e si favelle.
     Ma, sí come non può gli occhi del cielo
tutti, perch’occhio vegga, raccontare
lingua mortal e chiusa in uman velo,
     io posso ben i vostri onor mirare,
ma la più parte d’essi ascondo e celo,
perché la lingua a l’opra non è pare.